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mercoledì 23 dicembre 2009

Papà casalingo, mamma in carriera: ce la farei?

Se ce ne fosse la possibilità, sarei disposto a fare il casalingo per favorire la carriera della consorte?
Io ho sempre detto di sì e ne sono convinto.

In azienda ho visto alcuni casi di mariti che hanno abbandonato il lavoro per facilitare la carriera della moglie: il primo caso quello di una coppia di americani, vennero in Italia perchè a lei fu chiesto di condurre un gruppo di lavoro a Milano e allora lui lasciò il lavoro per seguire i figli (2 o 3, non ricordo).
La storia durò diversi anni, poi tornarono entrambi negli Stati Uniti e dopo qualche anno si separarono (chissà se questa esperienza ebbe un peso su questo fatto...).

Un'altra coppia conosciuta era situata in Germania, stessa decisione e lui a casa per qualche tempo.

Qui in Italia adesso che ci penso c'era stato un'altro caso simile: un mio collega in occasione della nascita del primo figlio e di un programma di esodo aziendale incentivato non ci pensò 2 volte e prese il volo per starsene a casa qualche anno a crescere il pargoletto mentre la moglie faceva carriera.

Io?
Io dico che lo farei, anche se poi mi basta un week-end passato a curare le pupette perchè la dolcemetà lavora e... arrivo a domenica sera e penso che se fossi un casaling(u)o in carriera proporrei una legge per dare cannabis gratuita a questi soggetti... giusto per affrontare una notte serena!

Sante donne...

5 commenti:

diana ha detto...

bravo papà che sai che siamo sante donne!!??!!
Però la cannabis a volte servirebbe anche alle mamme sull'orlo di una crisi di nervi?!!!

mamma al quadrato ha detto...

Mio marito ogni tanto tiene i bambini di pomeriggio mentre io sono al lavoro, se la cava egregiamente ma arriva a sera letteralmente DISTRUTTO! Bisognerebbe esserci proprio portati per fare una scelta di quel genere. Tanto di cappello a quei papà!

TuttoDoppio+1 ha detto...

Guarda, bisognerebbe distinguere i casi. Se ad esempio il papà può contare su una collaboratrice che si occupa della casa, allora ciò che resta è la "semplice" cura dei figli, e l'impegno è proporzionale al numero dei bimbi e alla loro età, e tutto sta alla predisposizione del papà nel compiere i soliti rituali: vestizione, cambio, bagnetto, scuola, compiti, amichetti, a seconda dei casi insomma.
Dove invece il papà deve anche occuparsi di ciò di cui si occupa generalmente la madre casalinga, allora lì il discorso si allarga, bisogna vedere quanto è disposto un uomo a scendere a patti con un aspirapolvere. Non per ultimo c'è la questione economica: ho visto una coppia di amici con figlia sfasciarsi perché lei ha avuto un avanzamento di carriera non previsto e un aumento di stipendio, divenuto più alto di quello di lui. Alcuni uomini ritengono certe questioni un attacco alla loro virilità, va visto anche che tipo di educazione hanno ricevuto, in questo senso.
Quando ancora facevo l'impiegata, Frank per un breve periodo ha guadagnato meno di me, solo a distanza di tempo e a cosa conclusa mi ha confessato che la cosa "un pò" lo disturbava. E lui non ama affatto la cura della casa, di più quella dei bambini, ma meglio se non tutto il giorno, tutti i giorni. D'altronde credo che se portassi a casa 15mila euro netti al mese, rivaluterebbe la questione! :-)

spazioneomamma@alice.it ha detto...

Ciao Luca, sono Fiammetta.
Ho appena creato un'area tematica "Mamme e Lavoro" sul blog di spazio neomamma e ho linkato questo tuo post sul primo post di apertura, area "papà". (Dimmi se è ok per te).
C'è tanto da dire e tanto da fare...!
Grazie.

mirko ha detto...

papà+casalingo:a me piace,e anche lisa sembra soddisfatta quando serve.
Se ce ne fosse bisogno,sono pronto.